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penpal alle ore 11:43 |
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“Qualcuno ha detto che nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già la risposta”.
Ho sentito lodare così tanto e così ampiamente L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn che non sono proprio riuscita a tenermi lontana.
L’ho acquistato e mi sono iscritta al mio secondo gruppo di lettura (ma anche in questo caso non sono riuscita a mantenere i ritmi imposti e ho finito con larghissimo anticipo
).
Inizialmente sono stata stregata dal libro. L’idea del Cimitero dei Libri Dimenticati mi sembrava meravigliosa, mi piacevano i personaggi, la narrazione, gli incastri.
Poi, non so bene perché, l’entusiasmo è un po’ scemato, forse gli intrecci e il cambio di narratore mi ha un po’ rallentata.
Resta comunque un buon libro, che si fa leggere piacevolmente, che appassiona, affascina e incuriosisce: mica è da tutti trovare un libro “maledetto” che ti sconvolge la vita! Delicato, doloroso, profondo, ma anche simpatico e divertente.
La trama è conosciuta ai più: a Barcellona una mattina d'estate del 1945 il proprietario di un negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo segreto dove vengono sottratti all'oblio migliaia di volumi di cui il tempo ha cancellato il ricordo. E qui Daniel entra in possesso di un libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un mondo di misteri e intrighi legato alla figura di Julian Carax, l'autore di quel volume. Daniel ne rimane folgorato, mentre dal passato iniziano a emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà assolute, di follia omicida e di un macabro segreto custodito in una villa abbandonata.
Tanti sono i personaggi che riempiono le pagine, tante figure di donne e uomini, tutti ben caratterizzati che invitano ad entrare nel libro.
Io ho adorato da subito il mitico Fermín Romero de Torres
, un concentrato di ironia, saggezza, coraggio, spigliatezza e faccia tosta che non si può fare a meno di amare!
“Le persone insoddisfatte provano un gran piacere a ficcare il naso nelle esistenze altrui”.
“Bea sostiene che leggere è un'arte in via di estinzione e che i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare”
Francesca 
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penpal alle ore 10:31 |
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paroledicarta


certe volte credo di essere inconsapevolmente masochista... 
non appagata dalle CINQUE camicie settimanali della mezza mela
che stiro tra mille sospiri, cos'ho pensato bene di fare?
mi sono comprata due belle camicie estive (di cui una di lino) per il lavoro...
Morale? sabato pomeriggio mi sono stirata (oltre all'altra mole di panni che mi chiedo come facciamo a produrre) ben 7 camicie
... e, se posso permettermi, modificherei il detto "sudare sette camicie" con un bel "stirare sette camicie" che è decisamente peggio!!! 
Francesca 
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penpal alle ore 14:55 |
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pout pourri quotidiano


Non ho resistito
Francesca 
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penpal alle ore 14:58 |
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nonsolocalcio

“…hanno cercato di inseguire il loro sogno e questo li rende grandi. Loro almeno ci hanno provato, e non sono in molti a farlo.”
Folgorata del film di Sean Penn di cui ho già tessuto le lodi, non ho saputo resistere e ho deciso di leggere il libro che lo aveva ispirato.
Credo che in un fenomeno più unico che raro, questa volta il film batta di gran lunga il libro. In primo luogo questo è dovuto al fatto che in Into the wild colonna sonora e fotografia rivestono un ruolo non compensabile da nessuna descrizione per quanto dettagliata, minuziosa e raffinata.
In secondo luogo perché il libro è più reportage che un romanzo e certe volte si perde un po’ in dettagli secondari. Krakauer si destreggia a ricostruire la narrazione basandosi su un diario ermetico del protagonista e frammenti di ricordi delle persone coinvolte, ma non riesce a trasformarli in un romanzo.
Si tratta comunque di un libro interessante, che prova a capire cosa possa aver spinto un ragazzo a mollare tutto, a fuggire via e a cercare il confronto con la natura.
Grande pecca del libro, a mio avviso, è l’assoluta mancanza di fotografie. Chris durante il suo viaggio scattò numerose foto, ma nessuna di queste viene pubblicata, magari avrebbe invece potuto aiutare a capire, a conoscere meglio, a incuriosire maggiormente.
…“molte delle persone che lo conoscevano dicono, senza che glielo si domandi, che il ragazzo sembrava vedere gli alberi ma non la foresta”.
Francesca 
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penpal alle ore 10:49 |
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paroledicarta

aNobii è anche questo: sfide strambe per stimolare la curiosità, scambiarsi pareri e uscire dal solito circoletto di libri letti (solito genere, stessi autori...) alla ricerca di novità e qualità!
Per la prima volta ho deciso di aderire anch'io ad una sfida (proposta da Ombraluce) e ho deciso di iniziare con una cosa semplice: 5 libri di donne, da leggere in 5 mesi (limite massimo di tempo), preferibilmente un libro per ognuno dei 5 continenti.
Il primo luglio si parte!!!
La mia lista, al momento leggermente provvisoria, prevede tutti libri che già attendono nella libreria (così faccio la brava e non compro altro!
):
1. La maga delle spezie - Divakaruni (ASIA)
2. Devo comprare un mastino - Merani (EUROPA)
3. Lipstick jungle - Bushnell Candace (AMERICA)
4. Beethoven era per un sedicesimo nero - Gordimer (AFRICA) (grazie a Barbottina!!! Conosciuta tramite aNobii. Visitate il suo blog e capirete perchè...)
5. Artemisia di Lapierre (EUROPA di nuovo, quindi libro provvisorio, che se trovo qualcosa dall'Oceania che mi ispiri lo cambio volentieri!!! Anzi, se avete suggerimenti
)
Ovviamente man mano che si finisce un libro si avrà modo di parlarne e di consigliarlo o sconsigliarlo (alla fine il bello è tutto qui, no?). Sono pronta per la sfida!!!
Francesca 
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penpal alle ore 08:53 |
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pout pourri quotidiano

Ci sono quelli che vengono schiantati dal dolore. Quelli che diventano pensosi. Ci sono quelli che parlano del più e del meno, neanche del morto, di piccole cose domestiche, ci sono quelli che dopo si suicideranno e non glielo si vede in faccia, ci sono quelli che piangono molto e cicatrizzano in fretta e ci sono quelli che annegano nelle lacrime che versano. Ci sono quelli che sono contenti, sbarazzati di qualcuno, ci sono quelli che non riescono più a vedere il morto, tentano, ma non ce la fanno, il morto ha portato con sé la propria immagine, ci sono quelli che vedono il morto ovunque, vorrebbero cancellarlo, vendono i suoi tre stracci, bruciano le sue foto, traslocano, ci riprovano con un vivo, ma niente da fare, il morto è sempre lì, nel retrovisore. Ci sono quelli che fanno il picnic al cimitero e quelli che lo evitano perché hanno una tomba scavata nella testa. Ci sono quelli che non mangiano più, quelli che bevono, quelli che si domandano se il loro dolore è autentico o costruito. Ci sono quelli che si ammazzano di lavoro e quelli che finalmente si prendono una vacanza. Ci sono quelli che trovano la morte scandalosa e quelli che la trovano naturale con-l’età-per-cui, circostanze-che-fanno-sì-che... è la guerra, la malattia, la moto, la macchina, l’epoca, il destino, la vita,
ci sono quelli che trovano che la morte sia la vita.
E ci sono quelli che fanno una cosa qualsiasi.
Che si mettono a correre,
per esempio.
- Tratto da Ultime notizie dalla famiglia di Daniel Pennac -
Francesca 
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penpal alle ore 10:09 |
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frasi

Il Boschetto è frequentato da un considerevole numero di aNobiani. Ma quanti sanno da cosa nasce il nome del nostro amato sito?
L'anobium punctatum meglio conosciuto come bookworm è il verme dei libri che nei paesi anglosassoni indica quello che noi definiamo un topo di biblioteca.
È da questo insetto che trae origine il nome aNobii. Un sito per topi da biblioteca.
Se non fosse che l’anobium punctatum non è proprio il massimo della bellezza, sarei persino contenta di essere un vermetto mangiatore di libri…
Francesca 
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penpal alle ore 11:42 |
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curiositykillthecat

Ho scoperto Mary Higgins Clark grazie a Donna Moderna che ha allegato i suoi romanzi alla rivista e alla mamma della mezza mela che me li ha presi
.
La dolce e raffinata Molly Carpenter, di ottima famiglia e sposata a un medico di successo, viene accusata di avere atrocemente assassinato il marito.
La giovane non ricorda nulla, ma tutti sono convinti della sua colpevolezza e per lei, nonostante il patteggiamento della pena, si spalancano le porte del carcere. Quando ne esce, cinque anni più tardi, è risoluta a dimostrare la propria innocenza.
Devo dire che il suo stile non mi dispiace. Non è sanguinolenta (aspetto che odio perchè mi impressiono facilmente!
), è molto brava negli intrecci e, almeno in questo primo romanzo che ho letto, non prevedibile (magari non sono brava io a scoprire l'assassino, però non me lo aspettavo!).
Certo, a voler trovare un difetto, c’è poco pathos, non mi ha “angosciata” a dovere e i protagonisti sono tutti un po’ troppo patinati, come fossero appena usciti da Beautiful
(mi ricordano un po’ quei film americani che fa Canale 5 nei pomeriggi estivi).
Nel complesso però non male, di sicuro leggerò gli altri che mi aspettano sullo scaffale, anche perchè mi sembrano perfetti da leggere sotto l'ombrellone!!!
Francesca 
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penpal alle ore 09:05 |
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paroledicarta
